26 febbraio, 2006

Il Gavettone

“E’ arrivato!” annunciò Mimmo trionfante. Aveva il fiato grosso ed era paonazzo per l’emozione.
Da parte mia ero scettico. “Sei andato a controllare?”
“Stamattina Giulia ha chiamato a casa nostra. Non ne poteva più di vederci arrivare ogni giorno al supermercato.”
In effetti erano almeno tre settimane che continuava l’andirivieni, una volta al giorno domeniche escluse, generalmente alle cinque del pomeriggio. Una corvee da sfaccendati che impegnava mezzora del nostro tempo quotidiano: il necessario per recarci al supermercato (con le mani in tasca e in uno scaramantico silenzio), chiedere se il Gavettone era stato consegnato, scusarci per il disturbo, tornare delusi in paese.
Avevamo raccolto i soldi e pagato in anticipo, venticinquemila tonde. La nostra reputazione era troppo compromessa per pretendere il versamento alla consegna.
Si trattava di una palla di plastica forata che si apriva in due metà, all’interno si sistemava un palloncino pieno d’acqua. In un’estremità era inserito un meccanismo a corda: si dava la carica e iniziava un sinistro ticchettio. Al termine, un ago scattava attraverso un foro e il palloncino esplodeva.
Il gioco consisteva nel passarsi la palla durante la carica evitando di trovarsela fra le mani al momento fatidico. Possibili variazioni sul tema: riempire il palloncino con della vernice o della colla vinilica, oppure sostituirlo con un ratto inferocito.
Andammo a ritirare il Gavettone e lo portammo al Club per un collaudo. Incastrato un palloncino gonfio d’acqua, caricammo la corda e lo poggiammo sul tavolo. Il meccanismo ronzò con frenesia inusitata; poi andò più adagio, in tono via via più fievole. In capo a un minuto il ticchettio era appena percepibile. Io e Mimmo eravamo con il fiato sospeso. Alla fine, la carica parve indugiare prima di esaurirsi del tutto: vi fu un’istantanea ripresa del ronzio e il palloncino esplose con uno schiocco spugnoso, inondando il tavolo.
Convocammo subito Vincenzo, Camillo e Filippo per sperimentare l’ebbrezza del pericolo.
Mimmo aveva riempito trentasette palloncini d’acqua, tanto per stare tranquilli. Ne incastrammo uno nel Gavettone e ci disponemmo in cerchio nel cortiletto del Club.
Diedi la carica e passai la palla a Filippo. Questi se la rigirò tra le mani con sufficienza, forte di tutto il tempo che aveva prima del momento decisivo. La passò a Mimmo, da questi a Camillo, poi a me, a Mimmo, a Vincenzo.
La palla descriveva parabole sempre più rapide.
Nel momento stesso che alle sue spalle si apriva una finestra e spuntava la faccia sdegnosa della vecchia Pasqualina, Vincenzo si disimpegnò e il Gavettone finì tra le mani di Filippo. Da questi passò a Mimmo, che ebbe il sangue freddo di fermarsi e ascoltare il ticchettio: quasi non si sentiva più, passò immediatamente a me.
Non capivo quanto tempo fosse trascorso dalla carica: lanciai la palla a Camillo.
Questi la ricevé e la passò a Filippo senza soluzione di continuità. Era come se scottasse.
Filippo la afferrò con un singulto e me la lanciò.
Avvertii una vampa istantanea nelle viscere. La trattenei un istante nella convinzione che mi esplodesse tra le mani. Nell’attimo in cui il ronzio si innalzava prima del momento finale, ebbi lo scatto per liberarmene e la lanciai a Vincenzo.
E si verificò l’impensabile.
Vincenzo si tappò le orecchie e si abbassò per schivare il lancio. Con sgomento vidi il Gavettone disegnare un’evoluzione a mezz’aria e centrare la finestra di Pasqualina. La vecchia sobbalzò ma riuscì miracolosamente ad afferrare la palla, bloccandola a un centimetro dal naso.
Un millesimo di secondo dopo l’ago schioccò.

Nessuno di noi vide mai più il Gavettone.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissimo!!!! E chi se lo scorda?! Vincenzo che si tappa le orecchie al passaggio del gavettone me lo ricordo come fosse successo 5 minuti fa!!! E' una delle scene indelebili nella mia mente!!! Mamma quante risate!!!
Camillo

Anonimo ha detto...

Scusate ma di quale vincenzo si tratta??
Un indizio.
kiss Claudia

Stefano Santarsiere ha detto...

Farò solo i nomi. Mai i cognomi...