04 aprile, 2008

Ethnos - le suggestioni della musica Lucana


Nel panorama patinato dell'offerta culturale meridionale, sono convinto che la Lucania rappresenti l'unico territorio ancora genuino, vergine da edulcorazioni commerciali o veri e propri bluff.
In questo senso la musica ne è esempio lampante: fra gli ammiccamenti di artisti come Eugenio Bennato, che alle suggestioni del sole e dell'antico mescola con astuzia stilemi moderni, e gli abusati 'festival della taranta', in Basilicata c'è questo gruppo che si chiama Ethnos.
Si tratta di una realtà musicale dedita alla riscoperta delle antichissime melodie lucane, condotta attraverso una ricerca maniacale, quasi porta a porta, degli artisti coinvolti.
Il gruppo è retto dalla mente e dai virtuosismi di Graziano Accinni, storico chitarrista di Mango, e vive un impennata di popolarità e apprezzamenti. La realtà poetica e rurale del mondo contadino, quello più riposto, più lontano, torna in questo esperimento dove il mix di modernità e antico non tradisce l'originalità delle fonti artistiche.
E' strano e sorprendente ascoltare gli Ethnos (io ho potuto farlo qui a Bologna): crea una sorta di sospesa meraviglia, di empatia profonda. Come se quei suoni si facessero riconoscere risalendo dalla memoria collettiva. Come se l'allegria travolgente delle tarantelle e delle filastrocche amorose, conviviali, beffarde, maliziose delle vecchie canzoni ci ricordassero ciò che eravamo, e che dovremmo tornare ad essere. Pratici. Ironici. Veritieri. In una parola: felici.

Consiglio a tutti di acoltarli, nei video e nei brani scaricabili. Su youtube c'è una loro presentazione: qui e qui.

Mantengono le promesse. E fanno sentire vivi.


1 commenti:

Shakadal ha detto...

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